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LA SORIS NON PUO' RISCUOTERE LE MULTE PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio Stampa Adoc   

La sentenza di un giudice di pace: in ballo 130 milioni 

La Soris non può emettere ingiunzioni di pagamento per recuperare multe arretrate, quegli atti vanno dunque annullati. Lo ha stabilito il giudice Pasquale Lanzone secondo cui, questo particolare strumento, può essere emesso solo dagli enti pubblici, ma non da Spa seppur a totalità pubblica come la Soris. La sentenza, che ha visto vittorioso un cittadino rappresentato dall’Adoc, mette a rischio i 130 milioni di euro di crediti vantati dal Comune. La Soris non ha alcun titolo per emettere un’ingiunzione di pagamento per una multa arretrata, dunque il cittadino non dovrà saldare nulla a Soris. Lo ha stabilito il giudice di pace Pasquale Lanzone accogliendo il ricorso di un torinese per una multa risalente al 2004 per sosta in zona vietata. La decisione è di quelle destinate a far discutere, anche perché se altri magistrati dovessero accogliere le tesi sostenute nella sentenza, questo metterebbe a rischio l’intero sistema di riscossione delle multe non pagate, attualmente affidato dal Comune alla Soris, la società partecipata al 100% da Palazzo Civico. Un sistema che vale circa 130 milioni di euro, secondo i calcoli effettuati dal Comune nell’agosto scorso. La causa pilota vinta dal torinese è stata intentata grazie alla consulenza dell’associazione dei consumatori Adoc che ha deciso di contestare l’ingiunzione della Soris. L’avvocato dell’Adoc, Bartolomeo Grippo, ha sostenuto davanti al giudice che, a norma di legge, il Comune incapace di recuperare la multa non pagata, non può affidarsi alle ingiunzioni della Soris per riuscire a recuperare quel credito. Citando la legge 689 del 1981 e alcune sentenze della Cassazione e del Consiglio di Stato, l’Adoc ha sostenuto che il Comune ha un’unica possibilità quando i tentativi di farsi pagare sono andati a vuoto: iscrivere a ruolo il debito e girarlo all’intendenza di finanza come si fa per le imposte dirette. Il Comune e la Soris si sono opposte a questa linea interpretativa, sostenendo che dalla fine del 1990 molte leggi e molte sentenze hanno fatto rientrare le sanzioni da codice della strada tra quelle «entrate di propria spettanza» che Comuni e Province possono far recuperare a società per azioni esterne. Ma l’Adoc ha sollevato un’eccezione: quelle leggi generali non modificano la normativa prevista per le sanzioni del codice della strada, regolamentate da una legge speciale. Il giudice ha accolto in pieno la tesi. Secondo il magistrato onorario la cosiddetta «ingiunzione fiscale», di cui si serve la Soris per chiedere il pagamento delle multe arretrate, è uno strumento riservato ai soli enti pubblici e non può essere usato da società private, anche se integralmente possedute da enti pubblici come Soris. Ma l’annullamento dell’ingiunzione, azzera anche la multa? «Tecnicamente no, ma è molto probabile - sostiene l’avvocato Grippo - Come si possono inviare due ingiunzioni diverse per lo stesso debito?». Per Silvia Cugini, presidente regionale Adoc, «questa sentenza è esemplare perché pone alcuni paletti in una materia dove regna ancora molta confusione. Sarebbe forse il caso che il Comune aprisse un tavolo di confronto con le associazioni dei consumatori su queste tematiche perché il rischio, come dimostrato, è che si prendano strade poi difficili da seguire. Noi siamo pronti». Per l’associazione consumatori forse sarebbe il caso che l’assessore al Bilancio Gianguido Passoni riveda il suo netto rifiuto ad aderire alla sanatoria prevista dal decreto Milleproroghe per le multe antecedenti al 2004. «Non capiamo questa chiusura - conclude Grippo - chi ha violato la legge pagherebbe la multa più un aggio del 4% al concessionario ma senza i folli incrementi dovuti al tempo trascorso. Un Comune che non riesce a recuperare un credito in sette anni, non può scaricare tutto sul cittadino».

(Raphaël Zanotti)
 
ADOC CONTINUA AD OTTENERE RISARCIMENTI IN FAVORE DEGLI INVESTITORI SUI BOND ARGENTINA E CIRIO PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio Stampa Piemonte   

Buone notizie per le migliaia di famiglie colpite economicamente dai crac delle obbligazioni Argentina e Cirio. Il Tribunale di Torino, Sezione Prima Civile, con sentenza n. 5572/09 depositata il 17/07/2009 ha condannato la banca Intesa San Paolo S.p.A. (già Cariplo) al risarcimento integrale delle somme investite in obbligazioni Argentina, oltre alla rivalutazione monetaria, interessi e spese legali. Le motivazioni della condanna si basano essenzialmente sulla violazione da parte della Banca dell’obbligo di fornire all’utente di servizi finanziari tutte le informazioni necessarie a effettuare un investimento consapevole e responsabile. Gli intermediari autorizzati dalla Banca di riferimento avevano l’obbligo di esplicare all’investitore tutti i rischi connessi all’operazione finanziaria relativa alle obbligazioni Argentina. Tale investimento infatti è stato proposto come non particolarmente rischioso pur essendo sempre stato un titolo pericoloso, non certo di semplice “conservazione” di denaro. Un’altra sentenza del Tribunale di Torino, n. 7830/09, depositata il 18/11/2009 ha condannato l’Istituto bancario Deutsche Bank S.p.A. al risarcimento dell’intero importo dell’investimento iniziale in obbligazioni CIRIO (21.344,56 euro) del consumatore rappresentato e difeso dall’ADOC PIEMONTE.

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ADOC PIEMONTE CONDANNA COMPORTAMENTO AGGRESSIVO E SCORRETTO DELLA SOCIETA' IRIDE S.P.A. PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio Stampa Adoc Piemonte   

A seguito di un centinaio di segnalazioni pervenute presso la Nostra associazione ADOC PIEMONTE, si porta a conoscenza dei consumatori un diffuso comportamento scorretto e ingannevole  di alcuni agenti e collaboratori della società IRIDE S.p.A. Tali operatori somministrano telefonicamente dei contratti a favore di IRIDE S.p.A. spacciandoli per semplici questionari informativi. Allo stesso modo vengono sottoposti ai consumatori dopo visite porta a porta contratti della suddetta società sempre presentati come questionari. Il consumatore ignaro viene cosi ingannato e, credendo di rispondere senza impegno ad alcune domande, sottoscrive in realtà un contratto per cui non riceve alcuna informazione utile ad effettuare una scelta consapevole.

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GARANZIA SUI PRODOTTI: L'ANTITRUST INDAGA SUI GRANDI DISTRIBUTORI DELL'ELETTRONICA PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio Stampa Adoc Piemonte   

Le più note catene di distribuzione di prodotti elettronici nel mirino dell’Antitrust. Da un articolo de “la Repubblica” (17 gennaio 2010, p. 30) si evince l’apertura di cinque istruttorie nei confronti di società presenti sul mercato con i marchi Expert, Euronics, Mediaworld, Trony e Unieuro. I comportamenti scorretti contestati a tali marchi riguarderebbero la carente informazione dei consumatori sul diritto alla garanzia legale di due anni e sul diritto di recesso dall’acquisto. Numerosi utenti hanno infatti segnalato alle Associazioni dei Consumatori difficoltà nel far valere la garanzia sui prodotti, impossibilità ad applicare la stessa, lunghi tempi di attesa dopo la riparazione o sostituzione, pretese di pagamenti per tali prestazioni e, più marcatamente, serie difficoltà a individuare il soggetto a cui rivolgersi per far valere il diritto di garanzia.

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ADOC in TV PDF Stampa E-mail
Scritto da Adoc Piemonte   

Mercoledì 3 Marzo 2010, Adoc Piemonte parteciperà alla trasmissione televisiva “Orario continuato su Videogruppo Piemonte – in diretta dalle 13.00 alle 13.45 – per discutere del caso Bond Argentina.

E' possibile intervenire durante la diretta con domande e quesiti da porre ai rappresentati ospiti della trasmissione al numero 800/177770.

 


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