| ADOC CONTINUA AD OTTENERE RISARCIMENTI IN FAVORE DEGLI INVESTITORI SUI BOND ARGENTINA E CIRIO |
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| Scritto da Ufficio Stampa Piemonte | |
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A fronte della richiesta dell’investitore di conservare il proprio capitale, infatti, la Banca aveva proposto come particolarmente sicuro il titolo CIRIO, in realtà investimento fin dalla collocazione sul mercato da ritenersi altamente rischioso e non adeguato ad un profilo di consumatore prudente.Tali sentenze seguono un orientamento ormai costante della Giurisprudenza nazionale, che dopo anni di battaglie legali ha riconosciuto in modo chiaro e rigoroso il diritto dei consumatori NON INFORMATI e vittime dei crack finanziari al rimborso delle somme investite. A seguito di questi importanti risultati, ADOC Piemonte ricorda che qualsiasi Istituto bancario ha l’obbligo di informare l’investitore sui rischi connessi all’acquisto di servizi finanziari.L’impegno legale che Adoc profonde nella difesa degli investitori vittime di comportamenti scorretti nelle vicende Cirio, Parmalat e Argentina ha dato i seguenti risultati: il 90% delle cause civili si è chiuso con una transizione economica positiva in favore dell’investitore. Tutti gli investitori Parmalat, Cirio e Bond Argentina devono ricordare che a 10 anni dalla sottoscrizione del contratto con la banca scatta la prescrizione e non è più possibile chiedere il rimborso dei danni. In sintesi, chi ha sottoscritto dopo il mese di febbraio dell’anno 2000 è ancora in tempo. Per interrompere la prescrizione basta inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno a chi ha venduto il prodotto, chiedendo copia di tutti i documenti firmati con le informazioni sul tipo di investimento e sul profilo di rischio.Si invitano pertanto i consumatori coinvolti a contattare l’associazione Adoc Piemonte presso gli sportelli in via Cigna, 45, 10152 Torino o al numero 011/4364331, fax 011/4364373, e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo . Per maggiori informazioni consultare i nostri siti www.prezziadoc.org e www.causeinrete.it. Torino, lì 28/01/2010 Ufficio Stampa Adoc Piemonte |